
No, non basta dare forma ai propri schizzi per diventare un designer, maneggiare un pitching wedge per essere un golfista o mettersi davanti a un sequencer per essere un produttore. Ci vuole un qualcosa in più: c’è chi lo chiama talento, chi fortuna, ma Howard Bernstein vi potrà confermare quanto sudore ci è voluto per guadagnarsi questo appellativo. Lui che laureandosi ingegnere del suono ha potuto sperimentare a lungo i diversi parametri e settaggi che stanno dietro alle sonorità in stereo che dominano la nostra quotidianità. Non basta avere un nome altisonante nella cultura elettronica per impressionare e smuovere con una selezione fatta di dischi una folla attenta ed esigente come quella che frequenta l’istituto europeo di design. Ci vuole intuizione, ecletticità, cultura musicale, che in una carriera ormai ventennale, si è espressa senza ancora raggiungere il culmine. Hey jukebox, dj e professori: venite a rendere omaggio a un vero artista, con la B maiuscola.
